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Prossimi appuntamenti del 2017:




Il monte Girella è la cima più alta della Montagna dei Fiori che è una delle due montagne dei Monti Gemelli, l'altra è la Montagna di Campli. Questa "Montagna" non è molto alta (poco più di 1800 m) nè molto vasta eppure presenta una varietà di ambienti notevole, possiamo trovare boschi e praterie, grotte e gole, pareti rocciose e piccoli laghetti, eremi e testimonianze pastorali. Il giro proposto è molto vario, abbastanza breve e senza particolari difficoltà. Si tratta di una anello intorno alla cima, una "circumnavigazione" della montagna che permette di spaziare in tutti e quattro i punti cardinali con panorami sempre diversi.
La sorgente della Girella è una vera rarità per questi posti veramente avari di acqua, nei pressi è stato costruito un discutibile altarino con madonna e santi.
Il "laghetto" è un pantano dove vanno ad abbeverarsi gli animali, di solito persiste tutto l'anno, da qui la vista spazia su tre gruppi dell'Appennino Centrale, i Sibillini, i Monti della Laga e il Gran Sasso.

In definitiva un percorso molto remunerativo; vario, panoramico e non troppo impegnativo. Da consigliare.




COMUNICAZIONI
Si ricorda che nelle escursioni organizzate dalla Sezione è necessario un’abbigliamento adeguato e in particolar modo calzature idonee ai percorsi programmati.
E’ indispensabile inoltre rispettare le regole del corretto comportamento in montagna e seguire tassativemente le indicazioni del capogita.
Come è ormai in uso, gli appuntamenti verranno ricordati tramite messaggio WhatsApp;  è possibile comunque consultare il sito vvww.caisanseverinomarche.it e la bacheca in Piazza del Popolo o contattare telefonicamente i vari responsabili.














Le caciare sono piccole costruzioni in pietra a forma di igloo. Sono caratteristiche di questa zona e si ritrovano, anche se in forma diversa, sulla Majella (capanne a tholos). La pastorizia è stata per secoli la principale attività di questa zona e le "caciare" sono state utilizzate come ricovero temporaneo dai pastori che d'estate abitavano questa montagna.

Ne esistono più di cinquanta dislocate in tutta la zona, da San Vito a San Marco, sono costruite con le pietre raccolte in loco e sistemate "a secco" con l'inconfondibile aspetto di un igloo con le pietre disposte a cerchi concentrici, senza malta o altro aggregante.
La tecnica costruttiva non è per nulla banale basti pensare che il diametro della parte "abitabile" è la metà del diametro complessivo, questo vuol dire che lo spessore delle "mura" è notevole. La caciara, proprio per le sue ridotte dimensioni non può rappresentare un ricovero stabile, probibilmente il suo nome deriva dal fatto che i pastori ci lavoravano il formaggio (il cacio).




Programma escursioni 2017 in PDF.




Tesseramento 2017

Si comunica che dal mese di Dicembre è aperto il tesseramento per l'anno 2017. Il costo del bollino rimane invariato e sarà possibile rinnovare la propria iscrizione entro il 31 marzo.




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